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venerdì 09 luglio 2010 |
15mila italiani dispersi al termine della seconda guerra mondiale e nesuno sapeva dove e come erano morti.
I familiari non avevano una tomba sulla quale piangerli e sapevano poco o nulla delle circostanze in cui questi persero la vita. Deceduti in combattimento o nei famigerati campi di concentramento tedeschi, 52 di questi provenivano dalla provincia di Brindisi.
Quattro erano di Brindisi, tre di Carovigno, tre di Ceglie, uno di Cisternino, quattro di Erchie, tre di Fasano, sei di Francavilla Fontana, uno di Latiano, quattro di Mesagne, sette di Oria, uno di San Donaci, due di San Michele Salentino, uno di San Pietro Vernotico , sei di San Vito dei Normanni e cinque di Torre Santa Susanna.
Il lavoro di ricerca dei "DISPERSI" in prigionia, dei civili deportati nei campi di concentramento nazisti (Konzentrationslager - Vernichtungslager) e militari italiani imprigionati nei campi d'internamento (Offizierlager - Offlag e Stammlager - Stalag) - dei quali i congiunti non seppero più nulla, è curato da Roberto Zamboni , 47 enne di Montorio Veronese che animato dal desiderio di tornare sulle tracce dello zio, deceduto nel corso del conflitto e dato per disperso, ha individuato le tombe in cui sono stati sepolti gran parte di quei 15mila italiani, restituendo loro un nome e un volto.
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giovedì 24 giugno 2010 |
La prima guida turistica su Carovigno, il primo pratico, veloce e completo strumento di conoscenza della città della 'Nzegna. Questo e tanto altro ancora è
"Carovigno, la città della 'Nzegna"
guida turistico culturale
Edizioni Grifo - Lecce
Il volume è stato ideato e realizzato dall'associazione Kairòs e Krònos, grazie alla vincita del bando 2008 "Principi Attivi. Giovani idee per una Puglia migliore" finanziato dalla Regione Puglia, Assessorato alla Trasparenza e Cittadinanza Attiva, e dal Governo Italiano, Ministero della Gioventù.
Un testo scritto a più mani dai tre giovani autori carovignesi e soci fondatori dell'associazione: Merilù Barbaro, Giuditta Lanzilotti e Pierluigi Zurlo. Circa 130 pagine suddivise per sezioni e itinerari, dedicate alla storia, alla cultura, all' ambiente, alle tradizioni, al folklore e all' enogastronomia di Carovigno, oltre 100 foto a colori che ritraggono gli scorci e gli scenari più suggestivi.
Un testo utile per tutti i visitatori e i turisti nonchè per gli stessi carovignesi.
Attualmente in vendita a soli 6 euro c/o il Castello di Carovigno - Ufficio visite guidate Kairòs e Krònos.
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venerdì 18 giugno 2010 |
Se il turista scappa è per colpa del meteo, dopo il caso dell'Inno di Mameli sostituito con il Va Pensiero in una scuola del Nord, il Ministro Zaia continua a fare gaffe ....
(Teleborsa) Tempi sempre più duri per i metereologi italiani, che oltre ad avere a che fare con le previsioni del tempo devono vedersela anche con le accuse lanciate dal neogovernatore leghista della Regione Veneto, Luca Zaia. Il presidente del Veneto, infatti, ha scagliato contro di loro un bel fulmine a ciel sereno, additandoli come i colpevoli per il calo del turismo nel Nordest d'Italia.
"Abbiamo diritto a previsioni del tempo che siano attendibili, specie da parte del servizio pubblico. E se c'è incertezza per quanto riguarda il tempo in Veneto, sarà opportuno che i metereologi indichino bel tempo, anzichè il contrario", sostiene Zaia minacciando "il federalismo meteorologico". Le previsioni meteo troppo pessimistiche, infatti, arrecherebbero danni incalcolabili alla fiorente industria del turismo veneto, che vanta 32 milioni di villeggianti l'anno sulle coste regionali, vale a dire metà delle presenze turistiche di tutto il Veneto. "Spesso si dice che in Alto Adriatico pioverà, ma c'è una grande differenza fra Trieste e Venezia, da Udine a Treviso", ribadisce Zaia chiedendo più puntualità e precisione ai colonnelli dell'aeronautica.
La risposta dei metereologi arriva subito come la nebbia in alta montagna. "Non è possibile raccontare in 40 secondi come sarà il tempo in Italia", asserisce Mario Giuliacci scherzando sulla possibilità di una legge che vieti di annunciare pioggia. Luca Mercalli, presidente della Società meteorologica italiana insinua invece che "chi pretende che le previsioni del tempo non dicano quando ci sarà brutto tempo può essere animato da comprensibili preoccupazioni turistiche".
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