ll biglietto da visita di Carovigno è un disastro !

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Ogni giorno parliamo di turismo, parliamo di visibilità, parliamo di verde pubblico ma sopratutto parliamo di risorse pubbliche da investire proprio nei punti prima citati. L'estetica è quello che dovrebbe fare di una città come Carovigno, il proprio punto di forza, ma non è così !

Nella città della Nzegna il verde pubblico oramai potrebbe diventare un vero e proprio miraggio, colpa della scarsa sensibilità da parte di molti, aree in abbandono, piante eradicate e non rimpiazzate, palme seccate che fanno posto al cemento ( da notare via Giovanni Pascoli, un tempo le Palme oramai sterminate dal Punteruolo Rosso, costeggiavano la Scuola N.Brandi ) e la stessa Piazza che man mano che passa il tempo, diventerà come un Aeroporto, una distesa con poco verde un tempo rinfrescata dall'ombra dei Lecci. 

A farne le spese, nell'ultimo periodo, un fazzoletto di terra circolare che da quando è stato realizzato ha visto sempre le tenebre, poca vita e molta natura morta; parliamo del rondò sulla SS16 e precisamente la rotonda che immette nella zona PIP di Carovigno.  Arrivando da San Vito dei N.nni un automobilista ammira il " biglietto da visita di Carovigno ...  "

La primissima impressione è :  incuria, scarsa illuminazione ma sopratutto ALBERI DECAPITATI ad 1 metro di altezza circa ...

Ogni città, abbellisce i propri rondò come meglio può, scrivendo delle frasi di fantasia tipo " Benvenuti a .....  ", invece, mancano due importanti cose a questo "Biglietto da Visita", manca l'estetica e manca la dignità; Un prato ben curato, delle piante sempre verdi e una irrigazione automatica, risolverebbe la cosa con poco, successivamente si potrebbe trovare un intesa con le associazioni locali che darebbero sicuramente a quella rotonda quei valori prima descritti che, basti guardare quegli ulivi secolari decapitati, farebbero capire l'importanza dell'argomento.

Rendere quella rotonda presentabile attirerebbe le attenzioni di chi passando volesse fermarsi ad ammirare le nostre tradizioni e le nostre bellezze.

La nostra terra è oramai attaccata da ogni sorta di piaga, ultima la Xylella Fastidiosa che sta compromettendo la vita dei nostri Ulivi e dell'economia della zona, ma fare di questi monumenti, anche se secchi, legna da ardere non crediamo sia cosa gradita, gli ulivi sono delle sculture naturali che, anche se secchi, trattati in giusto modo, potrebbero abbellire degli spazi sterili della città. 

Abbiamo detto legna da ardere?  beh saremmo curiosi di capire dove tutta questa legna va a finire, il Comune ed in particolare l'Ufficio Servizi Sociali,  potrebbe stilare una graduatoria di famiglie bisognose che, o per tradizione o per necessità, posseggono un camino o una stufa a legna. Detta graduatoria consentirebbe di distribuire tutta quella legna in modo equo e gratuito, affinche anche chi non può permetterselo, potrà, questo inverno, riscaldarsi grazie al contributo di tutti.

Ma questo è un altro argomento ...