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Il portale della città della 'Nzegna e di Salvatore Morelli

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I parafulmini di Carovigno

primi sui motori con e-max

Continua il nostro viaggio nella storia della nostra amata Carovigno.

E' il 1880, quando l'abitato del paese distava al massimo  50- 100 metri dalle mura di cinta che racchiudevano la "terra", l'attuale centro storico.

Un paese tranquillo, ci si alzava all'alba per andare in campagna e si ritornava al tramonto, le donne, invece, nelle piccole affollatissime case preparavano qualcosa da mangiare, e facevano le faccende di casa ( li survézi ). Non c'era elettricità, la corrente elettrica sarebbe arrivata qualche decennio più tardi, le case si illuminavano con le lanterne, ma la gente conosceva questa forza invisibile che di lì a poco avrebbe rivoluzionato la vita di tutti. A Carovigno  nel luglio 1880 Alessandro Massimo Cavallo,  personaggio illustre locale ( 1834 - 1917), fonda insieme ad amici e conoscenti il Circolo Franklin, una associazione operaia  che adottò le teorie del Fisico Americano su un invenzione a dir poco straordinaria, il parafulmine.

In una pubblicazione del 1887 scritta dallo steso A.M.Cavallo ed edita dalla Tipografia Ennio di G. Tamborrino in Ostuni , si legge testualmente il Proemiale :

 

Nel luglio 1880 costituivano in Carovigno una associazione-

operaia con il titolo di << CIRCOLO FRANKLIN >>

Forse fu l'intuizione del bisogno, che il paese doveva

sentire più tardi ,del genio dell'uomo dé due Mondi!

Di fatto né tre anni che seguirono i temporali che si

scatenarono fecero tali vittime che il paese ne restò pro-

fondamente costernato.

Allora si vide la necessità di attuare l'invenzione del

profondo fisico e tosto più parafulmini vennero impian-

tati in paese e in campagna il primo dei quali fu innal-

zato vicino alla sala del Circolo Franklin.

Non si saprebbe ben dire se Giove tonante, pagò di aver

rapita Caterina Cavallo di Fedele - candido e bel fiore a 15

anni - portasse da quinci innanzi altrove le sue folgori

temute; fatto sta che impiantati i parafulmini il tuono

brontola crucciato su quel colle e passa via sempre così !

 

Non sto a fare una lezione di fisica, potrei annoiare i lettori, ma continuo a parlarvi di cultura e di beni culturali. In Carovigno, come in tanti paesi e città, oramai non svettano molti parafulmini. Un tempo i parafulmini erano molti e dominavano dall'alto le città con le loro aste sormontate da punte, quest'ultime realizzate con un materiale particolare, il platino, non solo per la sua alta conducibilità elettrica, ma anche perche questo materiale fonde ad una temperatura altissima.

1927, su Arco Del Prete, in piazza, si può intravedere un parafulmine con 

basamento stilizzato .

 

Un buon parafulmine poteva proteggere un area molto vasta, pari al doppio dell' altezza delle punte dal suolo. Cosa molto importante, inerente le punte del parafulmine, è il fatto che il platino contiene elementi radioattivi ed in continuo "contatto" con le scariche atmosferiche, è nocivo alla salute, pertanto dal 2000 vi è una campagna per lo smaltimento dei cosiddetti parafulmini radioattivi.

Le punte in platino del Parafulmine sul municipio

 

 

il basamento del parafulmine sul municipio

 

Ogni parafulmine  antico era installato su un angolo rinforzato di un palazzo , era facilmente realizzato in modo da poter eseguire manutenzioni varie in modo da poter essere abbassato, inoltre tutti gli elementi in metallo erano galvanizzati e verniciati , per prevenire corrosioni  e usura dalle intemperie.

Parafulmine sul municipio

 

Un cavo, sempre in ferro pieno galvanizzato, era utilizzato per la discesa verso lo scaricatoio, generalmente una cisterna ricavata nella roccia riempita di carbone per facilitare la conducibilità  e lo "scarico " nel sottosuolo del fulmine; la cisterna era posta in una zona umida . Oggi le punte "radioattive " vengono sostituite con simili realizzate  con  nuovi materiali non pericolosi.

Nel centro abitato di Carovigno  si contano attualmente 2 parafulmini. di cui solo uno in parte attivo. Il primo sull'angolo a nord del Municipio, abbassato perchè  pericolante , il secondo invece in piazza proprio dove era la casa natale di  Salvatore Morelli e secondo noi sede del circolo Franklin del 1880;

Parafulmine sulla casa natale di S.Morelli ( dannegiato )

Basamento del parafulmine sulla casa natale di S.Morelli

 

 

piccolo parafulmine sul lastrico solare della casa natale di S.Morelli

 

 

Particolare delle punte in platino appese e danneggiate dalla corrosione

 

perchè quella potrebbe essere stata la sede dell'associazione operaia carovignese?  nelle immagini che seguono, questa struttura non solo ospita uno dei più grandi parafulmini della città, ma sul muretto perimetrale del lastrico solare , si possono notare tanti piccoli parafulmini, a dimostrazione del fatto che esperimenti in merito sono stati eseguiti per dimostrare l'utilità di tale installazione. Parafulmini li possiamo ammirare anche in molte masserie della zona, un tempo ve ne era uno anche sul castello di Carovigno e su quello di Serranova.

Monumenti, che racchiudono storie e come scudi hanno protetto le varie generazioni dall'energia elettrica della natura tutt'ora affascinante e che ancora nessuno è stato in grado di immagazzinare, un fulmine da solo risolverebbe problemi energetici di svariati mesi per un centro abitato come Carovigno.

I parafulmini andrebbero ricollocati, ristrutturati e valorizzati;  un valido esempio di tecnologia che ha salvato vite umane , oltre a prevenire seri danni ad apparecchiature elettriche ed elettroniche.

 

 

Carlucci Angelo Antonio

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