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Un mistero in sole 4 righe .. . risolto !

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In questo nuovo approfondimento concentriamo l'attenzione su una lapide, ubicata in via arco Del Prete sulle mura di difesa-cinta  a circa 5 metri di altezza e a sinistra  dalla torre circolare dove oggi si trova il forno di  "Lu scattusu" .

 

 

 

Le lettere che si distinguono ve le riproponiamo:

 

A . . .  PVBLIC. AD . .

MO.VPVBBLIC. RE. . . .

RAVIT RAYMUN. . DE . . .

NA . . . . . .  M. . . .XVII

 

La parola ben visibile “Raymun” , farebbe subito pensare a Raimondo de Balzo Orsini .

 

Negli anni molti studiosi, hanno interpretato questa iscrizione in maniera differente e approssimata, a volte facendo degli errori anche grossolani, non tenendo conto di inquadrare un determinato personaggio in una determinata epoca, ed è il caso appunto del Raimondo riportato sulla targa.

 

Nel 1888 nei "Bozzetti di Viaggio del Dott. C. de Giorgi" alle pagine 172 e 173 si legge quato segue: “nella via Forno Del Prete sulla casa di Francesco de Milato su una iscrizione molto sciupata dal tarlo ,c'è scritto che le mura col pubblico denaro furono restaurate da Raimondo di ( Martina?) nel 1527 (?), risulterebbe che le mura erano state costruite prima del castello, edificate al tempo dell’antico palazzo oggi inglobato nello stesso castello ampliato e restaurato come riportano i documenti feudali e gli storici locali confermano” ...

 

Anche il Dott. Vincenzo Andriani, in "Carbina e Brindisi Memorie del dott. Vincenzo Andriani" alla pagina 14 del 1889 descrive le mura , “ alte 40 Palmi … (descrive altresì le varie torri  e le epoche, e poi aggiunge)  … ed in un lato di muraglia rimpetto alla Chiesa del Carmine si trova questa mutilata iscrizione che sarei portato ad asserire essere stata eretta da un Raimondo de Balzo dei Principi di Taranto”.

 

Successivamente nel 1910 Alessandro Massimo Cavallo  nel suo manoscritto "Dati preistorici e ricordi storici" , conferma l'esistenza della lapide e fa un analisi della stessa inquadrando il personaggio esplicitamente riportato sempre al De Balzo Orsini  e leggendo la data come XVII (17)  secondo il Cavallo 1417 .

 

Anora nel 1990 nel libro "il Castello di Carovigno" del dott. Enzo Filomena alla pagina 9 l'autore analizza i dati precedentemente riportati dagli storici locali e non, e aggiungeva che nel 1627 si spendevano 100 Ducati per il restauro delle mura , patrimonio dell’Università di Carovigno, confermando il nominativo in Raimondo di Martina sulla lapide.

 

E poi nel 2009 nel libro "Santo Masaniello 1598-1647 – Regno di Napoli in più epoche" riporta alla pagina 37 che detta lapide dovrebbe essere stata tolta nel 1630 dal coro della chiesa del Carmine Maggiore, per poi essere murata altrove ( appunto sulla cinta muraria dove oggi è ), usanza comune di non buttare via nulla .

 

Ultima e non  ultima analisi, quella fatta nel 2012 dal Prof. Ferdinando De Simone,  che inquadra la data della lapide al 1628, non solo, ma attribuisce il nome Raymundo ad un certo De Perna Sindaco appunto nel 1628 (MDCXXVIII). Il prof. De Simone divide la targa in riquadri e pertanto nessun De Balzo o De Martina potrebbe trovare collocazione negli spazi suddivisi secondo la dimensione dei caratteri stessi.

 

Tra le 6 analisi sulla lapide in questione, che si sono succedute nel tempo e comunque nell’ultimo secolo e mezzo, vi sono molte discordanze, va detto che Raimondo De Balzo Orsini fu Signore di Carovigno nella seconda metà del 1300, pertanto non poteva essere messo come committente in un restauro nel 1628. Tale attribuzione risulterebbe errata. Stessa cosa per il fatto che sia stata asportata dal coro della Chiesa del Carmine Maggiore, per murarla dove oggi è , perché lo spazio ipotetico individuato nel coro di detta Chiesa, è di dimensioni completamente differenti e maggiori.

 

In conclusione, l’analisi del Prof. De Simone Ferdinando trova pieno riscontro, infatti, in alcuni documenti di inizio 1600 e precisamente nel 1602 “ Beni Burgensatici appartenuti ai feudatari di Carovigno annotati in un antico Catasto Onciario” pagine 36 e 40 si fa riferimento ad un proprietario terriero di nome appunto Raimunno Di Perna .

Nella documentazione per la causa tra i Dentice di Frasso e il Comune di Carovigno ( N.Bodini documenti , cit. pp. 456-66) è individuato un documento del  9 febbraio 1628 che risulta essere il bilancio del Comune di Carovigno , nel quale è riportata una spesa Straordinaria di Ducati 100.00 per riparazione di muraglie, e Raimondo di Perna Sindaco.

 

La lapide così interpretata correttamente dal prof. De Simone risulta:

 

AERE PUBLICO AD COM

MODUPUBLICI RESTAU

RAVIT RAYMUNDO DEPER

NA SINDICO MDCXXVIII

 

Col denaro pubblico nel pubblico interesse restaurò Raimondo De Perna Sindaco 1628

 

 

 

Carlucci Angelo Antonio

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