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TARI gonfiata, come richiedere il rimborso.

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Tempi duri per molti Comuni d'Italia che da molti anni, in maniera illegittima hanno applicato un tributo alle volte sino a 3 volte il dovuto. E' il caso anche  del Comune di Carovigno, che già da agosto ha visto le lamentele di alcuni contribuenti  per aver notato qualcosa di anomalo nella tassa rifiuti, appunto la TARI.

Dopo ,l'articolo apparso sul mensile locale " La Lanterna del Popolo " anno XIX n°9 di Settembre 2017, sul grave errore di calcolo degli ultimi anni riferito alla tassa rifiuti sulle pertinenze delle abitazioni principali,il  terremoto mediatico è arrivato sino alla camera dei deputati con tanto di interrogazione e altrettanta risposta da parte del Ministero dell'Economia e delle Finanze che condanna fermamente i Comuni a rimborsare il dovuto con le modalità che descriveremo dopo.

Nell'ultimo Consiglio Comunale della Città della Nzegna del 27 ottobre 2017, l'opposizione ha chiesto al neo Assessore al ramo Mariella Sbano come il Comune avrebbe affrontato il problema e cosa avrebbe inteso fare nell'immediato futuro per la questione; la risposta è stata che l'Ente provvederà a mantenere l'interesse dei cittadini in collaborazione con i funzionari addetti e i responsabili.  

Va precisato che la richiesta di rimborso va fatta per gli ultimi 5 anni ( i pagamenti prima di 5 anni sono caduti in prescrizione). L'errore dovrebbe riguardare solo le pertinenze, infatti il Comune o i Comuni che hanno gonfiato la Tassa, hanno applicato la quota variabile solo a quest' ultime. Ecco un esempio pubblicato dal Corriere della Sera .

L'iter è il seguente:

Il ricorso per errata applicazione della tariffa va presentato al Comune, tramite istanza di autotutela, tramite raccomanda A/R o PEC indirizzata all'Ufficio Tributi e al responsabile del servizio. Allegare le prove dell’avvenuto pagamento. Nel ricorso va avanzata la richiesta di mediazione, altrimenti il ricorso è nullo per somme fino a 20.000 euro.


Se trascorsi 60 giorni non si ottiene risposta si può fare ricorso presso la Commissione Tributaria Provinciale.

 

In italia molte associazioni a tutela dei consumatori stanno provvedendo a Class Action per il rimborso, va detto che nel caso del Comune di Carovigno, il dovuto da parte dell'Ente è di svariate centinaia di migliaia di Euro.

Va aggiunto che a luglio scorso una sentenza della casazione la n. 17113/2017 specifica quanto segue:

“sia la Tia 1 che la Tia 2 che la Tari (anch’essa ha natura pubblica anche se riscossa dal gestore, per la natura autoritativa e pubblica del prelievo) sono tutte caratterizzate dai medesimi presupposti:
1. mancanza di nesso diretto tra prestazione e corrispettivo;
2. il compenso ricevuto dal prestatore dei servizi non è il controvalore effettivo del servizio prestato al destinatario.”

Ciò vuol dire che su questi tributi ( non tariffe) non si applica l'IVA  ma pare che non sia il caso di Carovigno.

 

Carlucci A.Antonio

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