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Il portale della città della 'Nzegna e di Salvatore Morelli

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5 anni fa ... storia di due monumenti. ( foto)

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Il Battitore e il Delfino con putto

Sono passati cinque anni dal 2 dicembre del 2012, data della collocazione  di due monumenti simboleggianti la città di Carovigno. In questo editoriale vogliamo ripercorrere tutte le fasi , dall'idea al posizionamento delle due opere, fasi che sono durate nell'insieme circa 10 mesi.

L'allora Amministrazione, volle arricchire due rotatorie a margini di  Corso Umberto 1°, la prima davanti all'istituto del Prete (via per Ostuni)  con una fontana, raffigurante un delfino con putto, la seconda abbellirla con un monumento che simboleggiasse la tradizione della Nzegna all'incrocio con via San Michele e via San Vito.

 

Ad inizio 2012 lo scultore Carmelo Conte di Latiano Br  presentò i bozzetti in terracotta all'Amministrazione Comunale di Carovigno, alti appena 30 cm .

Bozzetto del Battitore alto circa 30 cm

 

bozzetto del Delfino con  putto

 

 

Ricevuto il via libera da parte delle istituzioni locali, lo scultore  si mise subito al lavoro per realizzare i due monumenti.

 

 

Di seguito illustrerò nel dettaglio le due opere, che vista la loro posizione, sarebbe difficile poterle ammirare da vicino . Va detto che la sola realizzazione di monumenti in bronzo, come quelle di Carovigno, è un iter molto articolato , si inizia , come detto prima dai bozzetti in scala molto ridotta solo per illustrare agli interessati come sarebbe il lavoro finale , per poi passare  al lavoro di realizzazione delle statue.

 

 

Iniziamo dal Delfino con Putto;

Si narra che a un giovane di nome Arione, figlio di Poseidone, Dio del mare e della ninfa Anea, durante un viaggio dall'oriente verso la Magna Grecia, giunse voce che sarebbe stato gettato in mare, perché l'equipaggio voleva impossessarsi delle sue ricchezze. Essendo un abile suonatore di cetra, chiese prima di morire di poter suonare per l'ultima volta il suo strumento. Così fu, ma mentre Arione suonava lo strumento, il suo canto attirò nei pressi della nave un branco di delfini. Uno di questi animali prese Arione sul dorso e lo portò in salvo verso la costa. Per questo, alcune città costiere, tra cui Carovigno, ne rivendicarono l'appartenenza e a questo evento mitologico fanno risalire la fondazione della città. __  fonte Wikipedia__ 

 

Il simbolo lo troviamo sullo stemma civico della città ed è stato anche realizzato come scultura.

L'opera è alta 2,40 mt per una lunghezza sempre di 2,40 mt ; rappresenta un delfino mentre fuoriesce dall'acqua con un grande salto volto verso la città, cavalcato da un putto che suona la cetra; la cetra, a sua volta, viene, in un'immagine evocativa, sospinta alla sua base dalla torre di S. Sabina, l'antico porto di Càrbina che l'avvolge da un'onda. Il putto  e il delfino, in un impeto di gioia, cavalcano, in sincrono movimento, il fluire della musica e le ali del putto sono onde d'acqua fuse a foglie d'ulivo, spinte dal vento della Storia della città di Carovigno.

Particolare della cetra con in basso al centro la Torre di S.Sabina

 

Le Ali del putto da onde diventano foglie d'ulivo

 

La terra, il mare, le onde, le torri e gli ulivi, sono racchiusi un questa opera a rappresentare la nostra Carovigno. 

 

 

Il monumento al Battitore è alto 3,80 mt

Inizialmente è stata realizzata la struttura in ferro che doveva sostenere circa 3 quintali di creta dalla quale ha successivamente preso forma una figura umana con le braccia tese verso il cielo. Intorno al corpo di quest'uomo ruota un fazzoletto che nel suo movimento si impregna di sentimenti di umanità di maternità di preghiera e ansia del popolo e che divenendo una bandiera una volta lanciata nel cielo li presenterà alla Madonna di Belvedere, nel popolo si vede una madre e un bambino, che rappresenta il tramandare della tradizione alle generazioni future. In questa metamorfosi tutto si annoda e si fonde con il corpo del battitore della 'Nzegna,  la figura è in festa e si innalza verso l'alto esprimendo tutta la sua devozione concedendosi a quella Madonna che si affonda nel suo petto e nel suo cuore.  Nel contempo la mucca raffigurata rappresenta nella sua ignara posa di preghiera il miracolo che essa stessa incarna di fronte a quella immagine che è per il popolo della città di Carovigno meta di venerazione di devozione. L'opera si conclude con il virtuoso gesto di quest'uomo peso nel lancio della bandiera che inneggia ai simboli Mariani greci e latini su di essa impressi.

La parte posteriore del Monumento al Battitore, il "popolo"

 

 

Particolare del lato destro .

Una madre si rivolge al figlio come segno di tramandare la tradizione e la devozione

 

La "vaccaredda" inginocchiata ai piedi della Madonna di Blvedere, impressa nel cuore del Battitore.

 

Particolare dei pantaloni e delle scarpe del Battitore, abbigliamento del momento, in quanto la battitura non è una Rievocazione, ma una Tradizione che si rinnova di anno in anno.

 

 

 L'argilla, materia povera, si fa opera; poi, in fonderia, si fa cera che si perde per fare posto al bronzo per donarla al tempo perenne, alla Città di Carovigno, Citta della 'Nzegna.

momenti in fonderia

 

 Il 30 novembre 2012, in mattinata, le due opere vengono collocate sui due rondò in attesa dell'innaugurazione del 2 dicembre.

 

 

Abbiamo voluto dare gli auguri alle due statue in occasione dei loro 5 anni dalla realizazione e posizionamento, in quanto la loro posizione non consente di poterle ammirare da vicino e carpire i mesaggi che entrambi vogliono trasmette, se non solo durante il lunedì di Pasqua quando la Battitura della Nzegna viene eseguita in largo Macchiavelli.

Va detto comunque che l'opera più importante, il Battitore, andrebbe di tanto in tanto ripulito, in quanto la sua posizione è a contatto continuo con smog e pertanto la sua lucentezza in questi anni è calata notevolmente, stessa identica cosa per il delfino, quest'ultimo però meno aggredito in quanto a contatto con acqua .Una adeguata illuminazione del Battitore ne darebbe più lustro .

Per concludere, l'amico e scultore Carmelo Conte ha deciso di ditruggere la statua fatta in argilla che nel suo laboratorio ingombra e diventa instabile a causa del suo sgretolamento, vi proponiamo una foto che riassume senza tante parole come il tempo ha agito su di essa.

 

Carlucci Angelo Antonio

 

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