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A Napoli via V. Emanuele III diventa via S. Morelli

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Ad averlo annunciato nel marzo 2015 è lo stesso Sindaco di Napoli Luigi De Magistris, attraverso la propria pagina di Facebook:

"Abbiamo deciso di dedicare, su proposta di un comitato di cittadini, che aveva raccolto più di 1500 firme, le scale immortalate in “Scusate il ritardo”, in cui Lello Arena sfoga le sue pene d’amore, a Massimo Troisi, il grande attore della scuola napoletana che proprio quelle scale ha reso eterne grazie alla sua celebre pellicola. La Commissione Toponomastica ha anche deciso di dedicare una strada a Salvatore Morelli – libero pensatore, scrittore, giornalista, patriota e politico che studiò e visse a Napoli – e ad Ipazia d’Alessandria – matematica e filosofa, martire del libero pensiero."

Con Deliberazione di Giunta Comunale numero 579 del 26.10.2017 del Comune di Napoli  avente come oggetto: " Intitolazione dell'area di circolazione attualmente individuata dal toponimo "Via Vittorio Emanuele III", alla memoria di "Salvatore Morelli", in quartiere San Ferdinando."  si iniziava l'iter per cambiare la centralissima strada che dal teatro S.Carlo passando per  il Castel Nuovo e la Fontana del Nettuno arriva al Municipio di Napoli;  iter che oggi, a distanza di 3 mesi esatti  ha avuto compimento con l'intitolazione ufficiale di detta strada al nostro Cittadino Salvatore Morelli.

 Va detto che, a Carovigno, molte associazioni e persone sensibili all'argomento, sia in forma scritta e attraverso contatti diretti, sollecitavano le varie Amministrazioni che si sono succedute negli ultimi anni a ridenominare C.so V.Emanuele II in C.so Salvatore Morelli, in onore di uno dei più importanti personaggi storici del nostro paese, che fece parte della Giovine Italia, l’associazione fondata da Giuseppe Mazzini,  quel rivoluzionario le cui idee prepararono la nascita dell’Italia Unita, ma fortemente odiato e contrastato dai Savoia, i quali lo condannarono a morte, e ai quali non volle giurare fedeltà quando fu eletto deputato, rinunciando alla carica.

La stessa cosa non fece Salvatore Morelli, che fu deputato del Regno d’Italia dal 1867 al 1880, seppur molto critico nei confronti della politica nel neonato stato unitario. Nel 1851 fu imprigionato a Ischia per cospirazione, dopo essere stato in carcere per dieci anni per aver bruciato un’immagine che raffigurava Ferdinando II di Borbone. A Ischia, subì una falsa fucilazione come era consuetudine nel Regno delle Sicilie, usanza descritta anche da Gramsci, la quale aveva il semplice scopo di spaventare il condannato e porre la prima pietra verso il suo recupero ; rifiutò la grazia che gli fu concessa dopo aver salvato tre bambini dall’annegamento dandola a un padre di numerosi figli, ma fu comunque scarcerato e mandato a Lecce.

Con l’Unità d’Italia cominciò con intensità la propria opera di scrivere delle pesanti colpe del nuovo governo, insistendo in particolar modo sulla necessità di istituire l’istruzione obbligatoria per tutto il popolo, e l’approvazione di leggi che equiparassero i diritti della donna a quellidell’uomo, che secondo il Morelli viveva nella condizione di schiavitù domestica. Di tutte le sue proposte ne fu approvata solo una, quella secondo cui la donna poteva svolgere le funzione di testimone, mentre le altre furono riprese soltanto un secolo dopo con la cosiddetta “Riforma del Diritto di Famiglia”. 

Di recente vi è la proposta di realizzare nella Città di Carovigno un Monumento a Salvatore Morelli sollecitato da anni , per il quale vi è anche una petizione popolare che ad oggi non ha avuto alcun riscontro oggettivo da parte delle istituzioni locali, nonostante vi siano stati degli studi e l'elaborazione di alcuni bozzetti da parte di un importante scultore.

Nel frattempo il 22 ottobre 2017  in Piazza a Carovigno veniva messa una targa in onore di Morelli   nell'anniversario della sua morte appunto il 22.10.1880 , sulla sua casa natale .

 

Carlucci Angelo Antonio

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