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La Croce della Passione di Carovigno

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La vedono in molti, ma in pochi la guardano e non danno importanza alla Croce della Passione di Carovigno. La possiamo ammirare in Piazza proprio alle spalle della statua di S.Pio, dove un tempo era presente la oramai perduta Peschiera.

Collocata nella prima metà del 1800, è realizzata in ferro e ghisa, serviva ad effettuare nelle comunità cristiane, dei cicli di incontri durante i quali erano rivolte alla popolazione omelie e riflessioni riguardanti la passione di Cristo, nel caso specifico di Carovigno, questo compito lo espletavano con molta probabilità i Padri Passionisti che dalla vicina Ceglie Messapica dove ancora oggi vi è un convento, si recavano nei paesi vicini .

 

Questi convegni di solito erano tenuti da uno o più missionari che predicavano da un pulpito o da un palco montato apposta ( a Carovigno, non a caso, la Croce è posta su un piano rialzato rispetto al piano stradale ).
L'omelia era tenuta con estrema maestria, ricalcando il modo di predicare di S.Agostino, vero maestro della dialettica: nell'oratoria, nell'eloquenza e nella retorica.
Il tutto si svolgeva spesso in tre cicli composti da preghiera, breve funzione religiosa, predica e una breve pausa di riflessione (di riposo) durante la quale veniva effettuato un giro di questua ("date date un'abbondante limosina" dicevano i maliziosi); quindi partiva il secondo ciclo e infine il terzo. A concludere il tutto c'era il "Tantum Ergo" e la benedizione.

La Congregazione della Passione di Gesù Cristo (in latino: Congregatio Passionis Iesu Christi), nasce agli inizi del 1720; Papa Benedetto XIV, con rescritto del 15 maggio 1741, approvò le regole della congregazione, che affidavano ai religiosi la predicazione delle missioni popolari e dei ritiri. La congregazione, detta dei chierici scalzi della Santissima Croce e Passione di N.S. Gesù Cristo, fu approvata in forma solenne da Papa Clemente XIV con la bolla "Supremi Apostolatus" del 16 novembre 1769.

L'ordine ha come simbolo un cuore di nero, bordato d'argento e sormontato da una croce patente pure d'argento; nel campo l'iscrizione: JESU XPI PASSIO; in punta i tre chiodi della crocifissione. Il cuore è sostenuto da un ramo d'olivo simboleggiante la pace e uno d'alloro, simbolo di immortalità

 

Quella di Carovigno è una delle tante Croci della Passione presenti in Salento e in Italia in genere. Nel tempo questo simbolo Cristiano  ha perso molti dei simboli presenti , in realtà la Croce nasce con tutti i simboli che descrivono  la passione di Cristo  un esempio lo vediamo nell'immagine che segue.

 

La più antica immagine che possiamo riproporvi è quella dell'inaugurazione della Peschiera il 31 agosto 1927 dove vediamo la Croce della Passione di Carovigno  sullo sfondo.

 Attualmente questo monumento storico ha perso molti dei pezzi di metallo che lo componevano, infatti sono rimasti solo pochissimi elementi che caratterizzavano la Croce Penitenziale, elementi che raccontano gli ultimi giorni di vita del Cristo. A Carovigno vediamo solo 

  • Il telaio e il basamento alti circa 3,50 m
  • la lancia con cui venne trafitto gesù
  • lancia con un batuffolo di stoffa imbevuto di acqua acetica
  • il rosone centro croce come addobbo

 

 

Questi simboli non hanno una collocazione precisa e ma in generale su queste croci sono:

 

  • la croce
  • 3 chiodi
  • la corona di spine
  • la lancia con cui venne trafitto insieme alla lancia con un batuffolo di stoffa imbevuto di acqua acetica
  • La targa con l'iscrizione della condanna
  • Il gallo che simboleggia il tradimento di s.Pietro
  • Il velo della Veronica con impressa il volto del cristo
  • una mano o guanto con cui fu schiaffeggiato
  • Il calice dell'ultima cena
  • Il martello con cui fu inchiodato
  • la scala e le tenaglie per la deposizione
  • il vestito che fù venduto
  • i dadi con cui i soldati romani si giocarono i averi di Gesù
  • la colonna della flagellazione o il flagello
  • Un boccale o bacinella dove ponzio pilato si lavò le mani
  • un sachetto i monete che rappresentano i 30 denari dati a Giuda

 

Un importante pezzo di storia e di cultura  che andrebbe rivalutato e magai rivalorizzato.

 

Carlucci A. Antonio  

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