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Camminando verso il Santuario di Belvedere

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Ogni Carovignese tra fedeli ,devoti e  turisti percorrendo la SP33, si recano al Santuario di Belvedere  per rendere omaggio  alla Madonna,  ma in tantissimi percorrono questa strada di circa 3,5 Km  a piedi passando avanti alle 14 stazioni della via crucis, ed è proprio di queste icone votive, poste a destra andando verso il santuario, voglio parlarvi , colonne che da oltre 100 anni accompagnano i pellegrini verso questo importante luogo di culto.

Le stazioni della via crucis rappresentate dalle 14 colonne lungo la Sp33 sono:   1) Gesù all’orto degli ulivi, 2) Gesù tradito da Giuda e arrestato, 3)Gesù condannato dal Sinedrio, 4) Gesù rinnegato da Pietro, 5) Gesù giudicato da Pilato, 6) Gesù flagellato e coronato di spine, 7)Gesù caricato della croce, 8)Gesù aiutato dal Cinereo (Simone di Cirene) a portare la croce, 9) Gesù incontra le donne di Gerusalemme, 10) Gesù crocifisso, 11) Gesù promette il suo regno al buon ladrone, 12) Gesù in croce, la madre e il discepolo, 13) Gesù muore sulla croce, 14) Gesù è deposto nel sepolcro.

La prima delle colonne sulla via per Belvedere  si trova in via Peppino di Vagno angolo via Duca della Vittoria, attualmente la fine del centro abitato la troviamo a 500 metri circa da questa colonna.

La stazione I in via P. di Vagno

 

Da una prima analisi possiamo datare la costruzione delle colonne nella prima decade del 1900, ed ecco il perchè: il centro abitato di Carovigno, da questo lato, all'inizio del 1900, finiva con dei trappeti, che in genere venivano costruiti in periferia, proprio su via Peppino di Vagno ne troviamo due a pochissima distanza, uno è il frantoio che fino a qualche anno fa ospitava l'ex Banco di Napoli con ingresso in via Mimina Caputi, l'altro invece in via XXV Aprile, su quest'ultimo vi fu costruita  la casa del Podestà di Carovigno in periodo fascista.  Ciò vuol dire che la strada per il Santuario iniziava proprio nelle immediate vicinanze di questi "Stabilimenti Oleari". Pochi anni fa, e precisamente  nell'Agosto del 2015, a seguito di lavori sulla rete idrica, in via Peppino di Vagno angolo via XXV Aprile venne alla luce un canale artificiale in pietra che collegava i due stabilimenti. Dopo sopralluogo della Soprintendenza che verificò l'importanza del ritrovamento, lo catalogò e lo fece ricoprire.

L'antico canale di raccolta reflui.

 

Un elemento importante per cercare di datare il periodo della costruzione delle colonne, realizzate in pietra, sono i loro colori, tutte e 14 sono identiche nelle dimensioni: sono a base quadrata di 90 cm , larghe 80 cm circa e alte circa 3,5 metri; sono divise in 4 parti : un basamento  , il corpo , l'edicola votiva e la testa che fa da ornamento e sulla quale vi è una piccola targhetta con inciso un numero romano che identifica la stazione.

l'edicola votiva

 

Testa di una colonna

 

Le edicole ospitano dei bassorilievi in cemento che raffigurano le 14 stazioni della via crucis. Le colonne erano dipinte di rosso porpora, simile al rosso pompeiano, che nel tempo ha perso di tono. La colorazione della testa e degli spigoli  dell'intera colonna, erano di colore blu o azzurro. Nelle immagini a corredo si può apprezzare quel che resta di ciò che è stato appena descritto. Un importante elemento da non tralasciare per la datazione, è la nascita della " Congrega della Chiesa Nuova " avvenuta nel 1907. Questa Confraternita nata per devozione alla Madonna di Belvedere, adottò i colori della veste e del manto della Vergine raffigurata negli affreschi della grotta del Santuario , appunto il rosso e l'azzurro . A nostro parere, in assenza di documentazioni certe, le colonne della via crucis lungo la SP33 potrebbero essere state realizzate dagli oboli dei confratelli e dei fedeli, in occasione della nascita della Congrega, una sorta di voto a Maria SS di Belvedere.

ricostruzione colori delle colonne

 

Nei "Bozzetti di Viaggio" del Dott. Cosimo De Giorgi, il quale, il 20 maggio del 1885, ha visitato il territorio di Carovigno descrivendolo  minuziosamente insieme al Santuario di Belvedere, non cita la presenza delle colonne lungo la strada che conduce al luogo di culto.

stazione III

 

stazione IV

 

stazione V

 

Va detto che dopo tanto tempo le condizioni delle colonne e dei bassorilievi sono pessime, a causa della continua esposizione alle intemperie e la mancanza di qualsivoglia manutenzione, hanno addirittura subito interventi inappropriati da parte di frontisti che improvvisano imbiancature o ne hanno incastonta una tra due edifici riducendone rovinosamente le dimensioni. Con l'allargamento della strada, qualche decennio fa, alcune di loro sono state addirittura parzialmente interrate.

stazione XIV

 

stazione II

 

stazione VIII

 

L'auspicio è che prima o dopo questo importante bene culturale, composto da 14 elementi,  diventi soggetto di un minimo di attenzione da parte delle istituzioni sia politiche che ecclesiastiche, affinché possa essere riportato alla sua bellezza originaria.

Stazione X

 

Carlucci A. Antonio   

Tamborrino Ruggiero

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