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Il mistero della Chiesa Matrice.

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La chiesa Matrice, un luogo che da oltre 9 secoli è stato ed è il centro religioso della città. Ha visto passare generazioni e generazioni di Carovignesi. In quel tempio migliaia di persone hanno ricevuto quei sacramenti che hanno fatto e fanno di ognuno di noi  un Cristiano.  La nostra attenzione la vogliamo concentrare su quello che  questo luogo affascinante conserva non solo nella sua maestosità, nel suo rosone, nei suoi affreschi e negli altari, ma anche su quello che è conservato nelle sue fondamenta.

 

Da tempo, siamo alla ricerca delle  tracce della distruzione dell’antica Carbina avvenuta nel 500 a.c. circa, nel 2014  fu fatta la proposta, dal Libero Comitato “Paisu Nuestru”,  di eseguire dei saggi archeologici  esplorativi per tentare di trovare quelle tracce che avrebbero avuto un eco mondiale per Carovigno  (prot.7533 del 11.04.2014 ), ma i fondi stanziati nel 2012 pare siano stati dirottati per la posa delle “chianche” in strade del centro storico.

Durante queste ricerche per trovare eventuali elementi utili, siamo passati ad analizzare anche la Chiesa Matrice  sia dall’esterno che dal suo interno, passando di fatto ad un’altra ricerca, perché   sono emersi degli elementi importanti che ci indicherebbero l’eventuale accesso al sottocorpo della Chiesa .

 

 

 Come tutti sanno si ha notizia dell’esistenza della Chiesa Madre sin dal 1123,  era a 3 navate e come molte altre di architettura romanica, come sicuramente era la nostra, vi era una cripta sotto al Presbiterio che è ai piedi dell’Altare Maggiore. La conoscenza scritta dell’accesso a detta cripta si perde nel 1700 circa,  cioè da quando l’Arciprete Don Matteo Caliolo, nel 1687, appuntava nel libro dei morti il seppellimento nel sottocorpo della Chiesa Matrice di Carovigno, di 3 marinai di un vascello ( Marco de Zagozogna ed Erado Bardesece  di Venezia e Nicola Coavicchi  di Budua - Montenegro ), che a seguito di un naufragio a Specchiolla, durante un temporale, fu scaraventato sugli scogli causandone la morte;

una parte di un gradino in corte De Milato

 

Tornando agli elementi che farebbero pensare al preciso punto di accesso alla cripta, va detto che in antichità, in genere, venivano lasciati alcuni segnali che malauguratamente  non appuntati  o descrizioni perdute nel tempo, farebbero capire comunque qualcosa. E’ il caso di una porta in Corte De Milato , parte sud del complesso, questa porta, murata, la possiamo vedere dall’interno  affianco all’ingresso della sagrestia sulla destra, di fronte a questa porta , una antichissima acquasantiera del XVI secolo, dove vi è inciso una dicitura in latino che è un'invocazione per la purificazione di ogni macchia di peccato dal  cuore a Dio onnipotente  .

 


la porta murata che da su corte De Milato

 

L'acquasantiera del XVI sec. e la sua dicitura

 

Ciò farebbe pensare ad un ingresso posteriore della chiesa, dal quale si poteva accedere salendo un  gradone di 30 cm circa  ( ne è ancora visibile una parte ), quella porta probabilmente era usata frequentemente sia per accedere direttamente all’altare maggiore ( un tempo l’altare di S.Antonio era l’Altare Maggiore) e sia per accedere in altri ambienti .

Uno spaccato della Chiesa Lato sud con la scala a chiocciola ipotetica verso il sottocorpo

 

Qualche anno fa si ipotizzò che la scala a chiocciola che porta al campanile della chiesa potrebbe scendere sino  al suo sottocorpo , proprio dietro l’altare di S.Antonio, ma una scala a chiocciola con un raggio così stretto non era comoda da utilizzare, specialmente se con un rito funebre bisognava scendere delle salme per seppellirle ,  questa considerazione ci ha portato a cercare altri eventuali percorsi o elementi che ce li indicassero.

una scala di accesso ad una cripta 

 

Accedendo nel disimpegno antistante la sagrestia cioè dalla porta  a destra dell’ex altare maggiore, voltando a destra nella navata diventata oramai uno sgabuzzino,  abbassando lo sguardo al pavimento,  si notano  4 lastre in pietra molto levigate  verosimilmente potrebbe essere il pianerottolo,  largo 1,5 mt, di una eventuale scala, questa ipotetica scala potrebbe essere confermata data la presenza di un segnale evidente, una cementina  esagonale a 3 colori, un mattone isolato di 26 cm che su un pavimento in cemento è ad indicare qualcosa), presente qualche metro più distante dalle lastre prima descritte;

 

 

 

 

 

Successivamente abbiamo esaminato il pavimento battendo con un martelletto in gomma ed analizzando i diversi ritorni sonori,   si è potuto capire l’esistenza di punti pieni e vuoti distribuiti in modo ordinato sia sotto il presbiterio avanti all’altare di sant’Antonio che nella navata della parte più antica della chiesa che arriva sino all’altare della Madonna di Belvedere da qui l’idea  di una ipotetica presenza di un colonnato nel sottocorpo che sorreggerebbe il piano della chiesa.

La probabile scala di accesso alla cripta accedendo da corte De Milato

 

 

l'ipotetico colonnato del sottocorpo

 

 

Sarà questo il mistero che la Chiesa Matrice gelosamente conserva da secoli ?

Questo mistero si potrebbe svelare solo se il Comune, la Parrocchia e i fedeli, decidessero di avviare un iter indirizzato alla Sovrintendenza e agli altri organi competenti che potrebbero sviluppare un progetto di ricerca.

Si ringrazia Don Franco Pellegrino  per la disponibilità e L'arch. Scaligeri Giuseppe per gli elaborati planimetrici presenti nell'editoriale.

 

 

A. Antonio CARLUCCI

 

Ruggiero TAMBORRINO

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