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L’asta che salvò l’antica torre dell’orologio in piazza.

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Chiunque vada in Piazza a Carovigno, ogni 15 minuti sente i rintocchi delle campane che dall’antica torre dell’orologio, da più di due secoli e mezzo, scandiscono le ore nella città della ‘Nzegna.

La torre dell'orologio di Carovigno

 

La torre dell’orologio fu costruita nella prima  metà del 1700 affianco alla porta di accesso della città, porta Brindisi, a ridosso della cinta muraria che proteggeva il centro storico “La Terra”. Era alta poco più di 15 metri con una base di 5x5  metri, vi si accede, ancora oggi, da una stretta scala  che si trova dietro la cosiddetta Torre del Civile e che porta sopra Porta Brindisi  e da lì si sale al secondo piano.

In quell’epoca  molti comuni si dotarono di orologi da installare su qualche campanile o su qualche monumento, a Carovigno, invece, fu eretta una torre che svettava sulla piazza principale nella quale fu installato un orologio meccanico che con il suono di una  o più campane  comunicava l’ora esatta a tutta la comunità.

Il meccanismo in ferro dopo molti anni ha iniziato ad avere problemi di funzionamento, il 14 febbraio  1755  l’orologio pubblico fu sostituito con un nuovo,  permutando il vecchio e dando una differenza di 70 ducati ( Notaio Sacchi Antonio volume 17, anno 1755, c.c. 51) garantendo molti anni di funzionamento e precisione.

Ricostruzione del paesaggio e della torre dell'orologio nel 1890 circa

 

Nella seconda metà del 1800  si innescò un cedimento strutturale sulla parte frontale e sul lato rivolto versola Torre del Civile e Porta Brindisi. Per porre rimedio a questo problema e per metterla in sicurezza, nel 1895, si pensò di indire una gara per realizzare dei contrafforti ed evitarne il “crollamento”.

Fu bandita un’asta pubblica per l’aggiudicazione dei lavori che successivamente si svolse con il sistema dell’estinzione di candela vergine che era molto usato per i pubblici incanti. Il 17 luglio 1895 fu notificato al pubblico l’apertura dell’asta per l’aggiudicazione dei  lavori,invitando i professionisti interessati a presentarsi la mattina del 2 Agosto  alle ore 9.00 in piazza Carmine (attualmente piazza ‘Nzegna). Dal loggiato del Municipio, furono avviate le procedure perl’aggiudicazione della gara che partì con una base d’asta di Lire 696,36, prezzo stabilito dai calcoli fatti dall’allora Ingegnere Comunale De Vita Vito.  Il banditore era il Sig. De Biasi Antonio fu Cosimo. L’assessore anziano che faceva le funzioni del Sindaco era A. Massimo Cavallo. Il Sindaco, assente, era Del Prete Ferdinando.

Il sistema  di estinzione  di candela vergine

 

Il sistema  di estinzione  di candela vergine consisteva in una stecca in legno appositamente bucherellata dove si allineavano in piedi diversi cerini (le cosiddette candele) e partendo dal prezzo della base d’asta si iniziava l’accensione dei cerini.Si accendeva il primo cerino, poi si accendeva il secondo e poi il terzo, se non si avevano almeno due offerte l’asta era dichiarata deserta e rinviata ad altra data.Se invece pervenivano più di due offerte si andava avanti nell’accensione dei cerini, fino alla ultima offerta e l’asta veniva aggiudicata all’offerta precedente l’accensione dell’ultimo cerino, consumatosi e spentosi senza ulteriori rilanci di offerte (cioè candela vergine).

veduta notturna della torre dell'orologio

 

Furono accese 2 candele senza offerte alla terza, in ordine, parteciparono: Giuseppe Luperti fu Vito con la prima offerta ridotta di 6 lire e 30 centesimi; seguì Ferdinando Lotti di Giuseppe Antonio riducendo di altre 2 lire; si accesero altre 3 candele senza offerte, risultò così vincitore, provvisoriamente, Ferdinando Lotti, “murario” di Carovigno , per la somma di lire 688.

Il maestro Scalpellino Ferdinando Lotti

 

Dopo 20 giorni ci fu una seconda  gara che era quella della diminuzione del ventesimo (giorno?).Il 17 Agosto dello stesso anno,  come per legge, si presentò al municipio il Sig. Sgura Francesco fu Giuseppe che fece riaprire l’asta offrendo Lire  653,50 eobbligando così al 3 settembre una nuova asta con l’accensione di altre candele. La nuova gara si svolse regolarmente ma in maniera molto più articolata, in 2 sessioni, e fu ancora una volta vincitore  Ferdinando Lotti di Giuseppe Antonio con l’offerta di Lire 427,00 ( Ricordiamo che il maestro muratore Lotti Ferdinando fu incaricato dall’architetto Marschietzeck per il restauro della Chiesa di S.Anna, il maestro scalpellino nell’occasione realizzò il rosone, la finestra e il portale della Chiesa  1906-1915) .

Elaborato grafico originale del 1895 che evidenzia in rosso il contrafforte da realizzare alla base della torre dell'orologio.

 

 

Il consiglio Comunale del 4 dicembre 1895 diede il via ai lavori di messa in sicurezza del Pubblico Orologio  affidando il progetto del contrafforte  al vincitore dell’asta, lavorida eseguire secondo le indicazioni del documento del 1 febbraio 1895 a firma dell’ingegnere Comunale De Vita Vito.

 

La firma di Lotti Ferdinando  LFE1896  sulla vela del campanile dell'orologio

 

Con l’occasione del consolidamento, fu costruito anche il Campanile a vela  per il montaggio delle campane, una per segnare le ore, l’altra per i quarti d’ora. Prima della costruzione della vela, probabilmente, le campane erano montate nella stanza al primo piano della torre e il loro suono usciva dai due oblò visibili sul prospetto, campane che molto probabilmente, con le loro vibrazioni, hanno determinato i problemi di cedimento della torre. Va detto che una consistente parte del denaro necessario, calcolata in Lire 300,00, fu a carico del sig. Giacomo Cellie fu Raffaele  proprietario dell’abitazione a sinistra dell’orologio; a questa abitazione fu dato il diritto dell’utilizzo del lastrico del contrafforte. Su tale lastrico nessuno poteva, può e potrà costruire alcun manufatto.

La ricostruzione errata della presenza di una torre gemella alla torre del Civile adiacente a Porta Barindisi

 

Per inciso, Porta Brindisi ha sempre avuto una sola torre, quella alla sua sinistra ( la Torre del Civile ), impossibile pensare che vi fosse una seconda torre gemella, come ipotizzato in passato da qualcuno, perché le feritoie sul lastrico solare, data la stretta la vicinanza con quella eventuale seconda, non avrebbero permesso di colpire  agevolmente eventuali assalitori che tentassero l’accesso all’ ingresso; inoltre l’angolazione della cinta muraria a nord di Porta Brindisi, escluderebbe tale ipotesi.

la scala di accesso alla torre dell'orologio

 

 

L’orologio meccanico fu reso a carica automatica elettrica negli anni 1960-1970  è di manifattura Italiana ad opera della ditta Roberto Trebino  ed è un  Clock-Matic a pendolo;  da generazioni la manutenzione ordinaria  dell’orologio viene fatta dalla famiglia IAIA; inizialmente da Iaia Pietro GARIBALDI alias “mestu Pietro La Mammara” (25.02.1892 + 16.06.1986) sin dai primi anni 30 ha curato la manutenzione e "moderazione" dell'orologio pubblico apportando anche modifiche funzionali allo stesso (la ricarica automatica del meccanismo di pesi e contrappesi è opera sua).  Ciò sino ai primi anni '70; successivamente è sino alla fine degli anni ' 80 si sono alternati l’Ing. Pietro Iaia  e il padre FRANCESCO alias “Ciccio la Mammara (17.08.1928 + 03.08.2001), dopodiché tutto è passato al  fratello dell’Ing.Pietro Iaia,Giuseppe,  che ancor oggi e senza alcun compenso se ne occupa .

 

 

 

Negli anni 1940-1945 furono montate delle nuove campane realizzate dalla Fonderia Giustozzi Nicola e Figli di Trani , con dei martelletti azionati dal meccanismo dell’orologio, inoltre fino a qualche anno fa una sirena, un tempo utilizzata dal sansificio di Carovigno “lu sulfuriu”, suonava a mezzogiorno per 30 secondi circa .

Una delle due campane presenti sulla torre dell'orologio

 

Negli anni “60 fu sostituito il quadrante, che era in pietra e con i numeri romani, con  l’attuale quadrante in materiale opalescente è retroilluminato da 2 lampadine ad incandescenza.

 

un frammento dell'antico quadrante dell'orologio pubblico di Carovigno  (G.c. Fam Iaia Pietro)

 

 

Per la realizzazione di questo articolo si ringrazia:   Ing. Pietro Iaia, Giuseppe Iaia, Tamborrino Ruggiero, Comune di Carovigno.

 

 

Carlucci A. Antonio    

 

 

 “Crollamento”, “murario” (inteso come muratore)  e altri termini sono tratti dai documenti originali conservati dell’archivio storico della Casa Comunale di Carovigno.

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