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San Nicola extra moenia

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Un locale di 15 metri quadri circa  con un prospetto appena 3 metri largo e alto  4, nascosto in un angolo di piazza 4 novembre  “Lu sannali”  nella centralissima Carovigno, racchiude la piccola ed antichissima Chiesa di San Nicola, ad unica navata a botte eretta in periodo medievale.

Prospetto della chiesa di S.Nicola

 

La chiesa si presenta semplice e allo stesso tempo accogliente, il  fascino di questo antico luogo di culto a molti sconosciuto, sarà messo a disposizione di tutti i nostri lettori che sicuramente ne faranno tesoro.

 

Al suo interno oramai vi è ben poco, non ci sono sedie,  nella piccola nicchia a destra dell’altare vi è quel che resta del Messale  e del leggio in legno usato per le celebrazioni. Ai lati lungo le pareti, le 14 stazioni della via Crucis realizzate in legno e carta stampata databili alla metà del ‘900 . L’umidità fa da padrona e la parete, appena a destra dell’ingresso, vicino all’ acquasantiera  in pietra , presenta una  importante instabilità .

vista interna della chiesa di S.Nicola, sullo sfondo l'altare

 

vista interna della chiesa di S.Nicola la porta d'ingresso

 

l'Acquasantiera

 

 la nicchia alla destra dell'altare

 

La campanella interna per le funzioni religiose

 

La parete di destra con il distacco dell'intonaco

 

All’esterno vi è il piccolo campanile a vela  con una campana fatta realizzare dal Sac. De Vita Vincenzo nel 1922 ; su di essa vi è l’iscrizione che riportiamo integralmente

UT

GLORIAM S.NICOLAI

AENEA IN AEVUM VOCE

CANEREM

FIDELIUM PIETAS

ME

POSUIT

A.D.MCMXXII

DEPOSYTO SAC VINCENTIO DE VITA

 

la campana della chiesa

 

 Sull’ altare, realizzato in pietra locale e marmo, oltre al tabernacolo, un tempo vi era una tela del XVIII sec. , di autore ignoto, raffigurante San Nicola a cui è intitolato il luogo sacro, tela  rimossa e che oggi pare sia di proprietà privata come la stessa chiesa.

la tela raffigurante il Santo

 

L'altare

 

Va ricordato che sotto ogni altare tradizionale vengono inglobate delle reliquie nel corso della consacrazione del luogo sacro.  A Carovigno  reliquie del Santo di Myra sono presenti nella cavità ricavata sul piano in marmo dell’altare stesso.

 

 

Reliquiario

 

 

Reliquia è un termine latino che letteralmente significa "i resti" mortali dei santi. Un termine con identico significato esiste pure in Oriente, τα λύψανα (ta lypsana). Ai resti mortali dei santi si tributò da subito venerazione, dal momento che essi, avendo testimoniato Cristo, erano divenuti una sola cosa con Lui e, quindi, erano Santi ad immagine del "solo Santo". Come per l'altare, le reliquie dei santi sono oggetto di grande attenzione e rispetto, almeno in chi si muove nell'ottica tradizionale. Non sono dei semplici resti mortali ma dei veicoli di una presenza ultraterrena, che ci lega direttamente al mondo celeste.

Dal momento che l'altare simboleggia Cristo e il martire ha vissuto Cristo fino a divenire uno con Lui, è stato spontaneo inglobare qualche reliquia di martiri (la martyrìa significa "testimonianza") sotto la pietra dell'altare su cui ordinariamente si celebra l'Eucarestìa, ossia la Messa. La Chiesa Ortodossa ha tale venerazione per la necessità che le reliquie siano nell'Altare (celebrare apud martyres). Quando si cominciò a dubitare che in qualche altare vi fossero, nacque l'antiminsio, un lino prezioso e consacrato con inserite reliquie di martiri , polvere di marmo e incenso,legate con cera e balsami odorosi. Così si aveva la certezza che se le reliquie non fossero state nell'altare erano nell'antiminsio ma comunque erano presenti.

Purtroppo oggi nel Cattolicesimo questo gesto è divenuto completamente opzionale. Chi preferisce non farlo ha perso, perciò, un forte simbolo e ha contribuito a dare all'altare occidentale il significato di una semplice mensa. A questo segue, ovviamente, che il santuario non ha più il significato di un tempo. Contrariamente a questa strana "moda", la pratica di porre delle reliquie sotto un altare è eseguita in Oriente ancor oggi.

Torniamo alla Nostra Chiesa di San Nicola, di essa sappiamo ben poco, 2 anni fa ho iniziato le mie ricerche su tale luogo con l’aiuto del Prof. Giacomo Carito ( Già direttore dell’Ufficio per i Beni Culturali Ecclesiastici di Brindisi, oggi Presidente Storia e Patria per la Puglia Sez. di Brindisi), dell’amico Tamborrino Ruggiero e di altri amici che si sono appassionati come me alla tutela e valorizzazione dei nostri beni culturali ;  abbiamo notizie di questa chiesa a partire dal:

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1558, 6 giugno- L’arciprete Angelo de Perna; possiede la gestione della chiesa di San Nicola extra moenia. Esercitava l'arte medica e chirurgica.(Visite Pastorali, cart. I, fasc. 1, Giovanni Carlo Bovio, 1558-59, f. 125 r, )

1607, 4 febbraio- Si annota la presenza della chiesa di San Nicola  (Visite pastorali, cartella 2, fasc.1, Vincenzo Melingi, 1606, f. 31v)

1629, 7 aprile- San Nicola è compresa fra le chiese extraurbane (Visite pastorali, cartella 2, fasc.8, Vincenzo Melingi, 1629, f. 29r)

1673, 15 maggio-Menzione della Cappella di San Nicola. (Visite pastorali, cartella 8, fasc.6, Carlo Personè, 1673, f. 25r)

1705, 21 settembre- Menzione della chiesa di San Nicola fuori le mura (Visite pastorali, Cartella IX, Fascicolo I, Benedetto Milazzi, 1705

1707, 21 settembre- Menzione della chiesa di San Nicola fuori le mura (Visite pastorali, cartella 8, fasc.6, Antonio Filo Bisanzio, 1707, f. 13v)

1739, 8 giugno-Menzione della chiesa di San Nicola  (Visite pastorali, cartella 9, fasc.3, Cono Luchino dal Verme, 1707, f. 5r)

1842, 6 novembre-Paramenti ad uso della cappella di San Nicola di proprietà dei fratelli de Mola. (Visite pastorali, cartella X, Fascicolo VII, Diego Planeta, 1842, f. 46 r)

1851-5 febbraio-Menzione della chiesa di San Nicola  fra quelle urbane (Visite pastorali, cartella XI, Fascicolo 1, Giuseppe Rotondo 1851-5 2, f. 141 v)

1876, 14 agosto- Chiese pubbliche: Sant'Angelo, Sant'Anna con congrega del Sacramento, San Nicola, Chiesa dell'Ospedale, Carmine Maggiore. (Visite pastorali, cartella XII, Fascicolo 3, Luigi Maria Aguilar,  1874 - 1880, f. 335 v)

1879, 7 agosto- Menzione della chiesa di San Nicola. (Visite pastorali, cartella XII, Fascicolo 3, Luigi Maria Aguilar,  1874 - 1880, f. 390 v)

1911, 10 marzo- Chiesa di San Nicola di Bari. (Visite pastorali, cartella XV, Fascicolo 1, Tommaso Valeri,  1911, fasc. 40)

1920, 18 agosto- Chiesa di San Nicola. (Visite pastorali, cartella XVI, Fascicolo 15, Tommaso Valeri,  1920-23, f. 14r

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In tutti questi documenti vi è, in molti casi, la dicitura  “extra moenia o fuori le mura”.  Va detto che la piazza che ospita questa chiesa, comunemente detta “lu sannali”, ha una importanza rilevante per la nostra comunità; la chiesa nasce isolata e fuori le mura della città di Carovigno in quel luogo non vi erano altre abitazioni; solo dalla prima metà del 1800 risulta inglobata nel centro urbano del paese.

In quella piazza il giorno delle palme era tradizione religiosa fare arrivare una processione per recarsi di fronte alla chiesa di San Nicola, dove venivano benedette le Palme per poi ritornare alla chiesa Madre attraverso Porta  Brindisi, che allora chiudeva il paese entro le mura, simulando l’entrata di Gesù a Gerusalemme ed accogliendolo con rami di ulivo e palme; in quella piazzetta vi era sicuramente anche la Colonna dell’Osanna ( ecco il termine Sannale). Da due anni questa tradizione è stata ripristinata grazie a Don Pino Nigro e Don Franco Pellegrino. Un rito che univa le due grandi religioni cristiane, la Cattolica e la Greco Ortodossa;  San Nicola di Bari, o per la precisione di Myra, appunto, è un  santo Greco-Ortodosso.

Benedizione delle Palme 2018  (foto Facebook)

 

Benedizione delle Palme 2018  ingresso da Porta Brindisi  (foto Facebook)

 

 

Nel 1659 l’Arcivescovo di Brindisi monsignor Dionisio Odriscol tentò di abolire questa tradizione e, a seguito dell’opposizione da parte del popolo, il Papa,che accolse queste suppliche, decretò l’annullamento dell’abolizione e confermò questa celebrazione. Una descrizione precisa è presente in una pubblicazione del 1775, nella quale si parla della costituzione dell’Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni e di alcune cerimonie religiose provenienti dal Rito Greco precedentemente praticati a Brindisi e in tutta l’Arcidiocesi e tra queste la processione delle palme e la colonna dell’Osanna.

Anche sul Vessillo della Nzegna , le due Grandi religioni trovano spazio, non dimenticate che La Nzegna di Carovigno  è l’unico documento esistente di pace ecumenica tra Greci e Latini,  ma questa è un'altra storia.

 

 

 

Carlucci A. Antonio.

 

 

Fonti: Arcidiocesi Brindisi Ostuni, blog traditioliturgica, wikipedia, Facebook.

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