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L'autore

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Da " li vigni alla chiazza" a oggi.

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Fin dalle prime forme di vita associata le piazze sono stat il luogo di riunione della comunità e il centro della vita politica. Nella polis greca la agorà, inizialmente sorta per le sole funzioni politiche, dall’VIII secolo a.C. divenne anche luogo di scambio e di commercio, poi arricchita da portici e completata con edifici pubblici importanti.

La piazza di Carovigno, nei secoli ha avuto tante mutazioni, non solo nel nome ma anche nella struttura. E’ una porzione di una lunga via che inizia dall’incrocio di via Matteotti e via Adua  e finisce all’incrocio con via Duca della Vittoria. E’ il  luogo dove si affacciano edifici  di importanza storica  e molti palazzi, vi è la sede del governo della città in quello che un tempo era un convento adiacente alla Chiesa del Carmine.

 

La piazza o più precisamente il corso di Carovigno attualmente è intitolato a Vittorio Emanuele II, prima di tale intitolazione questa lunga e stretta via ha cambiato molti nomi. Siamo riusciti a creare una cronistoria precisa delle denominazione della nostra Piazza attraverso l’analisi dei documenti dell’atto di traslazione dei Carmelitani dal Convento del Soccorso al Carmine Maggiore, dalle ricerche sulla casa natale di Salvatore Morelli, dai vari Catasti  e Atti Notarili presso gli Archivi Storici e di Stato.

 

La sequenza delle varie denominazioni è la seguente:

1769  Via del Campo Sibilla

1780 Strada del Carmine.

1865 Via Cavour  e Piazza Cavour  ( nell’immagine successiva abbiamo tracciato via Cavour che potrebbe essere stata una strada che era un tutt’uno con l’attuale piazza)

1890 Strada Piazza

1915 Via R. Margherita già via Sibilla

1940 Corso Vittorio Emanuele II

2002 Corso Vittorio Emanuele II e Piazza della ‘Nzegna ( lo spiazzo davanti alla Chiesa del Carmine)

 

tracciato della via Cavour  nel 1865

 

Per tutti comunque quel luogo di aggregazione era ed è semplicemente “la chiazza”(piazza)  o “Nzùsu” (sopra),  come si conveniva e si conviene direnel dialetto locale, visto che è ubicato nella parte più alta della città. Da notare la primissima denominazione della zona dove è stata eretta la Chiesa del Carmine con annesso il convento, “Campo della Sibilla” . La Sibilla nell'antichità greca e romana, era una profetessa sacra che prevedeva il futuro, probabilmente si pensò di costruire lì un convento per sfatare la credenzapagana radicata nella massa, inoltre in un testamento del 1602 un cittadino donò una parte del suo terreno alla chiesa rinunciando al vigneto esistente, forse questa è la conferma del detto “si ricorduni li vigni alla chiazza” (si ricorda il vigneto in piazza) che tutt’ora è usato per indicare qualcosa di molto vecchio o antico.

La piazza addobbata con luminarie

 

 

Anche strutturalmente la Piazza ha visto molte mutazioni,  va detto che un acquaro (ora utilizzato come centrale elettrica sotterranea) era presente nell’angolo con via S.Martino, un tempo questa via detta “di li scaleddi” che aveva dei lunghi gradini ( scaleddi)  come vi sono in Corte Solferino, piccolo vicolo sulla stessa strada . Questo acquaro era un punto di aggregazione, dove le massaie andavano per attingere la preziosissima acqua piovana  canalizzata dai tetti delle case.  Una cronistoriaè stata realizzata per documentare come la piazza si siamodificata nel tempo_

 

1600, prima metà, costruzione del convento dei Carmelitani.

1700, prima metà, si realizza la torre dell’orologio.

1700, seconda metà, nascono alcuni palazzi, tra cui il “Palazzo di Donna Cuncetta”.

1800, prima metà, collocata croce della passione.

1895, viene realizzato un contrafforte all’orologio pubblico per rischio crollo

1900, fino alla seconda metà, il mercato infrasettimanale del martedì si faceva in piazza.

1923, si realizza il Monumento ai Caduti.

1927, fu inaugurata la fontana ( la peschiera) .

1927, in piazza il verde pubblico era composto da Palme.

1929, la scala di ingresso al primo piano del convento viene modificata riducendo lo spazio in piazza

1955 circa, in piazza il verde pubblico era composto da Oleandri.

1965 circa, in piazza il verde pubblico era composto da Lecci.

1967, rimossa la fontana ( la Peschiera).

2000 si realizza la statua Bronzea di Padre Pio dove un tempo c’era la peschiera.

2001, si abbattono i lecci ed iniziano i lavori di pavimentazione.

2002, in piazza il verde pubblico era composto da Palme.

 

Come si può notare dalla cronistoria, il verde pubblico  in piazza è stato sempre presente anche se ha avuto una srie di cambiamenti; di recente siamo ritornati a ripiantare le palme. Questo ritorno alle palme ha inizio il  7 settembre 2001 che è una data che molti carovignesi non dimenticheranno.  Persino il cielo si commosse quando al mattino alcune ruspe iniziarono a sradicare i possenti lecci che davano tanto refrigerio con la loro ombra nelle calde giornate d’estate; la gente restò sbigottita nel vedere quelle piante adagiate per terra incapaci di reagire e comunque destinate alla precoce morte; anche se, i lecci, furono ripiantati in via Don F. Andriani, dove l’incuranza ben presto li portò alla morte. Molti ricorderanno come la chioma dei lecci veniva potata e sagomata a formare dei cubi cavi che abbellivano  e stilizzavano la piazza.

inizi '900  la scala di accesso al convento.

 

Le palme in piazza nel 1927

 

Nel 1960 circa in piazza vi erano oleandri

 

cartolina del 1960 con gli oleandri 

 

1985 circa i lecci in piazza 

 

8 Aprile 1980 

 

31 marzo 1980  Don Giovanni Calò diventa Arciprete di Carovigno

 

Una fontana in pietra locale non piu esistente  1990 circa

 

 La pavimentazione della Piazza fu realizzata con basole lisce in pietra e i lecci fecero posto alle palme, piante che  dopo quasi un secolo avrebbero ridato ancora alla piazza un sapore mediorientale .

 

"Osci però ca lu sinnucu l'è fatta nova,

manca la farmacia di Don Gigettu,

Iu tabacchinu di mestu Ginu,

la putea di lu Calavresi,

lu Bancu di Napuli,

l'arvuli di lezza l'oni nistatu a opparmi.

Ah! Quera bedda chiazza nostra!

E divintata propia nu disiertu"

 

Oggi è una nuova piazza, il sindaco l'ha voluta tale. E manca così la farmacia di Don Gigetto Colucci, la tabaccheria di Gino Brandi, la bottega di generi alimentari de Lu Calavresi, il Banco di Napoli. E gli alberi di leccio, sostituiti con delle palme. Ah! Quella bella piazza di un tempo! Oggi, è davvero un deserto! ( versi da “La Chiazza”  di Pinuccio Filomena).

 

 

venerdì 7 settemmbre 2001 

 

venerdì 7 settemmbre 2001 

 

venerdì 7 settemmbre 2001 

 

venerdì 7 settemmbre 2001 

 

venerdì 7 settemmbre 2001 

 

venerdì 7 settemmbre 2001 

 

venerdì 7 settemmbre 2001 

 

venerdì 7 settemmbre 2001 

 

venerdì 7 settemmbre 2001 

 

fine lavori 2002

 

Nello spiazzo antistante la Chiesa del Carmine  da secoli il martedì di Pasqua si Batte la ‘Nzegna, ed è per questo che nel 2002 al termine dei lavori di rifacimento della piazza, fu posato un mosaico  raffigurante un delfino cavalcato da un amorino  in un cerchio realizzato con marmi rosi e blu ( colori di Carovigno) e sullo sfondo la Bandiera della ‘Nzegna.

Il mosaico in piazza

 

Fino alla fine degli anni “60 del secolo scorso, davanti alla chiesa del Carmine si montava un grande baldacchino; molti ex voto venivano appesi al grande tendone scuro che faceva da sfondo a quella che era una struttura che avrebbe ospitato la statua della Madonna di Belvedere durante la Battitura della ‘Nzegna.

il baldacchino 

 

 

In piazza  si può ammirare un antico portale  e balcone del “700 , proprio di fronte al Monumento ai Caduti. Il portale del Palazzo di Donna Cuncetta era l’ingresso barocco di un antico albergo al centro del paese gestito dalla vecchia proprietaria Concetta De Vita, sul portale in latino si legge:

SINT ALIBI FORES AMPLAE,           SINT GRANDIA TECTA

HIC CLAMAT POSTIS.                PULCHERIN URBE LOCOR

( Vi siano altrove grandi porte, vi siano pure grandi case. Io qui sto bene)

Sede del Ristorante “Già sotto l’arco” Il portale, recentemente restaurato è un concentrato di storia e arte e, come è indicato su di esso,  a Carovigno  si sta bene ! 

Il portale Barocco settecentesco in Piazza

 

 

 la piazza qualche anno dopo il termine dei lavori.

 

 

Per le ricerche  e per le immagini si ringrazia : 

Confraternita del Carmine

Prof. Ferdinando de Simone

Sig. Ruggiero  Tamborrino

Sig. Pasquale Camposeo

Prof. Ninì Semeraro

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